marilena.tumblr.com

ho aperto e chiuso molti blog, sono guest blogger qui e qui, ma solo sul mio tumblr esprimo in modo conciso e rapido (parte) di quello che penso. Tutti i miei spazi su www.marilenaporfiri.com
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Qualche anticipazione sulla ristrutturazione della casa: la grande libreria a tutta parete, che prende il posto del muro delle due camere e l’illuminazione studiata per dare profondità. Altro annuncio importante: abbiamo scelto il parquet! Bianco, fico, fichissimo… ovviamente il più caro. E per il bagno, pailletes bianche.

E’ SEVERAMENTE VIETATO DIVENTARE UN PAESE NORMALE
Da dieci anni sono pendolare, di quelli che un’ora e mezza all’andata e col ritorno fanno tre. Da due mesi sono metà pendolare: metà traffico, metà metro. I primi giorni guardavo quegli strani individui in metropolitana e mi parevano pazzi. Quei pazzi che non capivo come potessero leggere schiacciati l’uno contro l’altro. Dopo i primi dieci giorni ero anche io uno di loro. Quei 40 minuti di lettura al giorno, che moltiplicati per due fanno ben più di un’oretta al giorno di “non rete”. Un’ora che gli utenti incazzati della metro romana vorrebbero togliermi. Perché ora il problema di un servizio di merda è mio, non è del sistema e non è di Atac. Sono io ad impedire alle centinaia di migliaia di utenti di usufruire di un servizio di trasporto In condizioni umane ed accettabili. Non voglio dire piacevoli, non voglio dire europee, non sto dicendo economiche. Il sistema, cara mia, ci sta fottendo. Anzi no, cara mia utente che ti lamenti perché per le tue quattro fermate di metro in croce non puoi stare comoda perché io leggo, e non perché il vagone è strapieno, il sistema sta fottendo te, che ti armi per la guerra fra poveri invece di pretendere di più dal tuo biglietto.

L’ANNO CHE SE NE VA..
.. mi ha portato una nuova casa, che per ora è tutta da ristrutturate. L’ho cercata tanto, e quando, sfinita, stavo per comprare un buco al 5° piano senza ascensore, è arrivata lei, “popolare”, come la chiamo io, ma davvero un ottimo affare. Il 2011 mi ha portato un nuovo lavoro, che per ora è proprio come lo stavo cercando e mi ricorda un po’ come ero dieci anni fa. Ah, e finalmente è arrivato anche il KitchenAid. Una “colpo d testa”, che volevo regalarmi fra un po’ di mesi. Ma ho capito che il futuro, se lo vuoi, è anche adesso. E allora, cosa vedo in questo 2012? Nel giorno più odiato dell’anno, per il prossimo anno mi aspetto, anzi mi aspetta lui, “il” tanto lavoro. Prevedo tante lotte “operaie”. Mi auguro presto di dimettermi dal ruolo di pendolare, che manterrò, però, ad honorem per meriti sul campo. Buoni propositi: darci dentro con il -50%, finire il libro su Jobs, che mi sta appassionado, farmi ‘sto cavolo di passaporto, ed innamorarmi di un “cesso”. E non parlo di sanitari.

Godetevi una lezione di NON economia.
Uno che esordisce dicendo che la società è “in perdita”..
Caro Gianni, è ‘na start-up, il break-even non si raggiunge nei primi anni. Sopratutto se ancora non sei in esercizio.

KEEP CALM AND MAKE XMAS
E anche questo Natale ho fatto il pieno. Di regali e di tanto, tanto affetto. Regali pensati ad hoc per me, super azzeccati: set bicchieri di Zara Home della serie “Cortesie per gli ospiti”, teiera “Keep Calm and Make Tea” fatta dalla tizia del blog Ida Lifestyle (come facevate a saperlo?), l’agenda 2012 “La parigina”, che porterò con me in ufficio perchè ha il “pantone” in linea con i colori corporate e ben due libri di cucina, Napulè e Cupcake, che ancora mancavano alla mia piccola libreria gastronomica. E che dire. Ma che vuoi di più dalla vita?

… e la strana sensazione di avere voglia di alzarsi (e presto) per andare a lavorare.

E’ successo tutto insieme, tutto velocemente.

Da oggi è ufficiale. Pagherò anche io l’ici. Tempismo!

QUI CI PRENDE UN COLPO..
“Bella” la prima pagina allarmistica del Il Sole 24 Ore. Avvistata su Il Post, sito che personalmente stra-adoro, nella sua rubrica “Le prime pagine di oggi”. 
“FATE PRESTO”, leggo nel pezzo è un titolo  “rubato a Roberto Ciuni e a un quotidiano glorioso, il Mattino di Napoli. “FATE PRESTO per salvare chi è ancora vivo, per aiutare chi non ha più nulla” titolava così, a caratteri cubitali, tre giorni dopo il terremoto del 23 novembre dell’80 che sconvolse l’Irpinia, migliaia di morti e una terra straziata.” 
Bel paragone, qui se non crepiamo di default, moriamo di ansia. Già lo vedo stasera mio padre attaccato a La7, poi Ottoemezzo, poi Piazzapulita.. passare un’altra notte insonne. Lui che ormai è in pensione da un po’, ma non ce la fa a godersela ‘sta pensione. Che torno a casa e mi dice “abbiamo ventimilamillemilabilionidibiliardi di debito pubblico!” E io che penso che la mia vita neanche è iniziata e non ho nessuna intenzione di farmela portare via. Proprio ora.

QUI CI PRENDE UN COLPO..
Bella” la prima pagina allarmistica del Il Sole 24 Ore. Avvistata su Il Post, sito che personalmente stra-adoro, nella sua rubrica “Le prime pagine di oggi”.
FATE PRESTO”, leggo nel pezzo è un titolo “rubato a Roberto Ciuni e a un quotidiano glorioso, il Mattino di Napoli. “FATE PRESTO per salvare chi è ancora vivo, per aiutare chi non ha più nulla” titolava così, a caratteri cubitali, tre giorni dopo il terremoto del 23 novembre dell’80 che sconvolse l’Irpinia, migliaia di morti e una terra straziata.
Bel paragone, qui se non crepiamo di default, moriamo di ansia. Già lo vedo stasera mio padre attaccato a La7, poi Ottoemezzo, poi Piazzapulita.. passare un’altra notte insonne. Lui che ormai è in pensione da un po’, ma non ce la fa a godersela ‘sta pensione. Che torno a casa e mi dice “abbiamo ventimilamillemilabilionidibiliardi di debito pubblico!” E io che penso che la mia vita neanche è iniziata e non ho nessuna intenzione di farmela portare via. Proprio ora.

Dopo aver passato due ore a rileggere per la seconda volta “Shabby Chic Interiors”, casualmente scopro su Inc.com che la carriera di Rachel Ashwell non è, come direbbe lei stessa, tutta “trinkets and treasures”. Nel 2008, giusto un tre anni fa, una bancarotta che la porta a chiudere i suoi negozi e licenziare i suoi 200 dipendenti, nonostante una fama ed uno stile induscussi. Ma la crisi americana non è quella europea, è fatta di per se di “ups and downs” e dopo pochi mesi Rachel riapre, con numeri minori e maggiore cura per il suo business.