A VIDA PORTUGUESA
Ovvero il colore e il sapore dei tram, gialli e vecchi, neanche tanto diversi da quelli della Casilina. Le salite, calçade, e le discese e ancora salite, discese e così all’infinito fino ad essere totalmente sfinite. Il sapore ricco e dolce dei tanto sognati Pastéis, che a Belém sono veramente ottimi, serviti caldi e gustati in una delle mille salette della pasteleria, che pare tanto la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka. E poi una pausa ai miradoru, per uno sguardo sull’atlantico, che si allunga fino ad Estoril e Cascais e alle loro piccole spiagge arancio-oro. Arrivare con la voglia di fotografare gli azulejos e partire che di piastrelle azzurre non ne puoi più. Abbuffate di bacalhau à bras e gambas come se piovesse. L’atmosfera del passato fra gli scaffali de “a vida portuguesa”. Le sumo de laranja, che a Lisboa non sono un lusso. Negozi pieni solo di chincaglierie inutili a Porto e quell’aria di povertà decente e di decadenza, accanto a metro efficientissime. Vento. E fado, la musica struggente, che se non ce l’hai dentro, ti può sembrare insostenibile. [Le altre foto su Flickr]